Intervista al Dott. Toniolo

Conosciamo meglio il Dottor Claudio Toniolo, tra curiosità e riflessioni sul suo percorso professionale.

Intervista al Dott. Toniolo
13 luglio 2017

Oggi abbiamo incontrato il Dottor Claudio Toniolo, Medico estetico e Chirurgo generale, per scoprire alcune curiosità sul suo percorso professionale e approfondire il suo punto di vista su alcuni temi di attualità legati alla Sanità.

 

1) Come mai ha scelto di fare il medico?

Da piccolo ero affascinato dal medico del paese, volevo anch'io essere come lui ed aiutare le persone. Questo pensiero è rimasto per tutta l'adolescenza e infine mi ha portato ad iscrivermi a Medicina.
 

2) Perché proprio le specializzazioni in Medicina estetica e Chirurgia Generale?

La scelta della chirurgia generale fu dovuta al desiderio di approfondire la mia conoscenza per curare quelle patologie dette appunto chirurgiche, branca che mi ha da sempre affascinato.
Durante la scuola di specializzazione cominciavo già ad appassionarmi alla parte legata alla figura estetica del corpo umano.
Feci studi approfonditi sulle cellule adipose e le adiposità localizzate in collaborazione con l'università di Milano, già a 35 anni fa lavoravo sulle prime tecniche di liposuzione e di mesoterapia, in seguito mi perfezionai negli studi in Francia, sempre attraverso le collaborazioni tra università. Tutto ciò ebbe già all'epoca un discreto successo, da lì a poco venni chiamato come relatore scientifico per congressi in Brasile ed Argentina, aventi come tema il grasso e le tecniche di liposuzione. Da lì ai primi interventi di chirurgia puramente estetica fu breve, in un periodo tra l'altro in cui la chirurgia estetica era ancora una materia esclusiva.

 

3) Come è cambiata la sua professione grazie all’avanzamento tecnologico in medicina?

In questi 30 anni si sono fatti molti passi avanti nelle tecniche chirurgiche, un buon medico ha sempre lo sguardo rivolto all'innovazione e spesso non si ha nemmeno il tempo di accorgersi di quanto tutto sia cambiato. Nel tempo siamo sempre più riusciti ad affinare la chirurgia con tecniche rapide e meno invasive per il paziente, in termini di ore di intervento, di degenza, di recupero postoperatorio e, ovviamente, di costi.

 

4) Vivere in un mondo sempre connesso ad internet ha modificato, e se si come, il suo modo di rapportarsi con i pazienti?

Decisamente si, internet ha cambiato il rapporto tradizionale tra medico e paziente. Al medico sono oggi richieste competenze di comunicazione e marketing, in risposta alle esigenze di un paziente che ormai si rapporta a lui come fosse un cliente che acquista un prodotto. Sta nell'abilità del medico trasmettere quel valore aggiunto che solo un professionista può dare.

 

5) Internet ha modificato il modo in cui i pazienti affrontano la malattia? Si sente messo in competizione con il “Dottor Google”?  

Per dirla con ironia: il Dottor Google non esiste! Sebbene il quantitativo di informazioni su internet renda il paziente più consapevole, dall'altro lato il bombardamento di pareri, mode e bufale, spesso di non professionisti o di voci fuori dal coro, rendono quella che dovrebbe essere informazione una disinformazione. Ad oggi la possibilità di curare un paziente esclusivamente online non è contemplata né attuabile, per quanto la descrizione della sua condizione possa essere accurata o la patologia possa essere comune, la presenza di un medico in carne ed ossa è insostituibile.

 

6) Secondo lei sanità pubblica e privata come potrebbero integrarsi in futuro per fornire al cittadino un servizio migliore?

Sanità pubblica e privata ad oggi hanno già delle buone interconnessioni, basti pensare alle case di cura e alle cliniche  convenzionate. Molto dipende dal tipo di servizio che offre il privato, questo solitamente va a colmare i limiti dell'assistenza pubblica, che per ovvie ragioni si ferma a ciò che è patologia. In chirurgia plastica, nella maggior parte dei casi, lo scopo è un miglioramento estetico del paziente e non la necessità di curare gravi deformità o deturpazioni da traumi, per le quali esistono già delle buone convenzioni, questo mi sembra essere un buon equilibrio.

 

7) Lei, come medico estetico e chirurgia generale, si è mai imbattuto in una particolare leggenda metropolitana che vorrebbe smentire?

Sinceramente avrei una lista infinita, quando sento  parlare di "interventi della pausa pranzo", protesi che scoppiano in aereo, protesi che provocano il cancro, che il seno rifatto al tatto sembra di gomma, oppure che se ti operi al seno non puoi più allattare, e la lista andrebbe avanti all’infinito, si tratta sempre di bufale di giornali o riviste poco serie, note per lanciare scoop falsi e diffondere disinformazione.

 

8) Ci racconti un momento particolarmente significativo della sua carriera.

Fui uno dei primi chirurghi a Milano, nell'Istituto Galeazzi, che introdusse la tecnica del dual-plain per la mastoplastica additiva. All’inizio un po' osteggiata e guardata con diffidenza, ora imitata da molti, che cercano addirittura di assumersene la paternità.
In generale, credo che la chirurgia estetica dovrebbe essere considerata una delle più serie e difficoltose, ma purtroppo ad oggi è ancora trattata con superficialità.

 

Il Dottor Claudio Toniolo riceve nei suoi studi di Milano, per maggiori informazioni o per prenotare un appuntamento potete visitare il suo profilo professionale su Dottori.it:

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