Sintomi e segni dei tumori delle ghiandole salivari

Contributo del Dott. Filiaci, Chirurgo maxillo-facciale

Sintomi e segni dei tumori delle ghiandole salivari
13 settembre 2017

Oggi abbiamo incontrato il Dott. Fabio Filiaci, Chirurgo maxillo-facciale, che ci ha parlato di come riconoscere i segni e i sintomi della presenza di un tumore alle ghiandole salivari, per intervenire tempestivamente.

“Le ghiandole salivari sono deputate alla produzione e alla secrezione della saliva, che ha la funzione di lubrificare, digerire e proteggere dalle infezioni la mucosa e i denti, e si distinguono in maggiori e minori.
Le prime, in ordine di grandezza, comprendono: le parotidi, le sottomandibolari e le sottolinguali. Le minori, invece sono localizzate all’interno della bocca nell’area intorno alle labbra e sul palato.
Per quanto, i tumori delle ghiandole salivari non siano molto frequenti, rappresentando circa il 2-3% di tutti i tumori, di questi circa 65-80% coinvolge la ghiandola Parotide.
Molti tumori delle ghiandole salivari sono benigni (circa l’85%), quindi, non daranno mai origine a un tumore maligno e nella maggior parte dei casi saranno rimossi con la chirurgia.
Spesso il paziente, casualmente, noterà la comparsa di un piccolo nodulo in prossimità della guancia o sotto la mandibola. A volte, si potrà assistere ad un aumento delle dimensioni di questo ed una successiva riduzione, a causa della possibile infiammazione delle strutture circostanti.
Solo in pochi casi si noterà la comparsa di sintomi quali: disfagia (difficoltà nella deglutizione), dolore al collo o mandibola, dolore durante la masticazione o ingrossamento di tutta la ghiandola interessata.
Gli esami da eseguire in caso di noduli in prossimità delle ghiandole salivari sono rappresentati da ecografie della regione ed eventuali approfondimento con una risonanza magnetica (con e senza mezzo di contrasto) per valutarne le reali dimensioni. A questi, quando indicato, sarà necessario aggiungere un ago aspirato (con un piccolo ago si prelevano dei frammenti della neoformazione) per avere una diagnosi certa e stabilire la tipologia di intervento chirurgico più adatto alle esigenze del paziente.
Un cenno merita la tecnica chirurgica che prevede: un’incisione assolutamente non visibile in prossimità della ghiandola, eseguita o tra le pieghe del collo o utilizzando l’accesso tipico dei chirurghi plastici per i lifting del volto, la repertazione del nervo facciale, nel caso di tumori delle ghiandole parotidi (nervo deputato al movimento di metà volto) o alcuni suoi rami nel caso delle rimanenti ghiandole, asportazione del tumore e della ghiandola circostante.
Generalmente dopo pochi giorni (3 o 4) dall’intervento il paziente potrà essere dimesso.
Ultima, ma non per importanza, è la raccomandazione di affidarsi sempre a chirurghi esperti per questo tipo di interventi, visto il rapporto stretto tra le ghiandole salivari e il nervo facciale.”

Il Dottor Fabio Filiaci riceve nei suoi studi di Roma, per maggiori informazioni o per prenotare un appuntamento potete visitare il suo profilo:

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